Il settore idrico nella relazione annuale dell'Autorità


AGOSTO 2020


Le approvazioni delle proposte di aggiornamento biennale delle tariffe per gli anni 2018 e 2019 deliberate dall’Autorità, al 31 dicembre 2019 riguardano 98 gestioni che servono 34.097.585 abitanti (il 59% della popolazione nazionale).Rispetto all’anno precedente, la variazione media delle tariffe approvata è stata del +1,1% nel 2019 (con, in particolare, un incremento medio delle tariffe del 2,1% per circa 24,51 milioni di abitanti e una riduzione del -1,3% per 9,58 milioni di abitanti). Si conferma, dunque, una sostanziale stabilità delle tariffe all’utenza, pur in presenza dell’avviato percorso di miglioramento della qualità del servizio idrico integrato.Con riferimento al secondo periodo regolatorio (considerando l’aggiornamento del fabbisogno di investimenti pianificato dai soggetti competenti per il biennio 2018-2019), i programmi degli interventi trasmessi all’Autorità portano a quantificare, per il quadriennio 2016-2019, una spesa per investimenti da finanziare attraverso tariffa di 9 miliardi di €; in termini pro capite, 178 €/abitante a livello nazionale, con valori più elevati al Centro, 225 €/abitante. Considerando anche le previsioni in ordine alla disponibilità di finanziamenti pubblici per la realizzazione di infrastrutture idriche, gli investimenti programmati per il quadriennio 2016-2019 risultano, in termini pro capite, di 235 €/abitante a livello nazionale, con il valore più elevato nel Sud e Isole (281 €/abitante).La spesa per investimenti, in termini assoluti, inclusa la disponibilità di fondi pubblici, ammonta quindi a 11,9 miliardi di euro€ per il quadriennio (2,2 miliardi nel 2016; 2,8 miliardi nel 2017; 3,5 e 3,4 miliardi di euro, rispettivamente, nelle annualità 2018 e 2019).Inoltre il recepimento della regolazione della qualità tecnica ha portatogli enti di governo dell'ambito -d'intesa con i relativi soggetti gestori -a pianificare, per gli anni 2018 e 2019, ulteriori investimenti rispetto a quelli previsti in sede di prima predisposizione tariffaria, di fatto rideterminando in aumento, di circa il 14%, la spesa per investimenti (coperta da tariffa) inizialmente programmata per il citato biennio 2018-2019.Le verifiche compiute dall’Autorità con riferimento ai costi delle immobilizzazioni inseriti in tariffa per il biennio 2016-2017 hanno evidenziato un tasso di realizzazione degli interventi programmati rispettivamente pari dell’82,8% per il 2016 e dell’85,0% per il 2017, facendo registrare un incremento rispetto ai tassi di realizzazione riferiti alle annualità precedenti (pari all’81,9% per il 2014 e al 77,6% per il 2015). Con riferimento a un campione di 103 gestioni (che erogano il servizio a oltre 40 milioni di abitanti), per il 2019 la spesa media annua sostenuta da un’utenza domestica residente tipo (famiglia di 3 persone, con consumo annuo pari a 150 m3), ammonta a 312 €/anno a livello nazionale (2,08 €/m3), con un valore più contenuto nel Nord-Ovest(244 €/anno; 1,62 €/m3)e più elevato nel Centro (389 €/anno; 2,59 €/m3), area quest’ultima in cui i soggetti competenti hanno programmato, per il periodo 2016-2019, una maggiore spesa pro capite per investimenti da finanziare attraverso tariffa. Questa spesa è composta, in media, da corrispettivi del servizio acquedotto per il 40%, dei servizi di fognatura e depurazione per il 12% e il 29%,dalla quota fissa per il 10% e da imposte (IVA) per il 9%.Per quanto riguarda uno dei principali indicatori della qualità tecnica, quello delle “Perdite idriche”2,nel 2016(gli ultimi dati tecnici disponibili)si registra un valore delle perdite idriche lineari(calcolato rapportando le perdite totali alla lunghezza della rete) mediamente pari a 24 m3/km/giorno, nonché un valore medio di partenza delle perdite idriche percentuali (calcolato rapportando le perdite totali al volume complessivo in ingresso nel sistema di acquedotto) pari al 43,7%. Si rilevano valori di perdite più contenuti al Nord e valori medi più elevati al Centro e nel Sud e Isole, area quest’ultima dove circa la metà della risorsa idrica immessa nei sistemi di acquedotto viene dispersa. Si conferma ancora l’esistenza, nel Paese, di un water service divide, con valori dei parametri tecnici che tendono generalmente a rappresentare situazioni di maggiore criticità in corrispondenza dell’area Sud e Isole.La distribuzione del fabbisogno di investimenti (al lordo dei contributi) a livello nazionale evidenzia la concentrazione degli sforzi dei gestori al contenimento del livello di perdite idriche, che risulta obiettivo prioritario nelle scelte di pianificazione degli Enti di governo dell’ambito. Complessivamente le risorse destinate agli interventi per il suo miglioramento costituiscono circa un quarto del fabbisogno totale del campione per il biennio 2018- 20193), con punte del 32% nel Sud e nelle Isole. Seguono gli investimenti per il miglioramento della qualità dell’acqua depurata e per l’adeguamento del sistema fognario, (in particolare nell’ottica di minimizzare gli allagamenti e sversamenti da fognatura), che si attestano rispettivamente al 19,6% e al 14,1%. Con riferimento alle singole attività del servizio idrico integrato, il fabbisogno nazionale è sostanzialmente equamente distribuito tra obiettivi della fase di acquedotto (42,5%) e obiettivi delle fasi di raccolta e trattamento(46,2%), questi ultimi rivolti, in particolare, a risolvere o prevenire infrazioni rispetto alle Direttive europee. https://www.arera.it/it/relaz_ann/20/20.htm


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