Progetto NEOFOS: a Milano il fosforo verrà recuperato dalle acque reflue

Progetto NEOFOS: a Milano il fosforo verrà recuperato dalle acque reflue

La transizione da Wastewater Treatment Plant (WWTP) a Water Resource Recovery Facility (WRRF) rappresenta una delle sfide centrali per il settore idrico europeo nel prossimo decennio. In questo contesto si inserisce il nuovo progetto NEOFOS, un'iniziativa di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finanziata dal MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) con un investimento di 1,5 milioni di euro, per il recupero del fosforo dalle acque reflue.

Durante le attività verranno coinvolti quattro attori principali

  • Gruppo CAP: capofila del progetto, responsabile del coordinamento complessivo e delle attività di sperimentazione su scala impiantistica.
  • MM Spa: partner operativo strategico per le fasi di sperimentazione e modellazione.
  • Politecnico di Milano: supporterà le attività di modellazione e ottimizzazione dei processi di rimozione e recupero del fosforo.
  • Università di Bologna: contribuirà alle attività di ottimizzazione dei processi di recupero dalle ceneri, nonché alle valutazioni di sostenibilità ambientale ed economica.

L’obiettivo finale sarà quello di validare su scala pilota e dimostrativa tecnologie avanzate per il recupero del fosforo presente nelle acque reflue urbane e nei fanghi di depurazione, superando i limiti delle tecnologie chimiche tradizionali nella rimozione del fosforo, garantendo processi più sostenibili.

Il fosforo: materia prima critica 

Il fosforo è inserito nella lista delle Critical Raw Materials (CRM) dell'Unione Europea, a causa di un supply risk estremamente elevato. L'Europa dipende per oltre il 90% dalle importazioni di roccia fosfatica da paesi extra-UE, una risorsa che coinvolge due settori industriali chiave:

  • Settore Agroalimentare: Il fosforo è un macronutriente essenziale e insostituibile per la produzione di fertilizzanti.
  • Settore Automotive e Stoccaggio Energetico: La crescente domanda di batterie LFP (Litio-Ferro-Fosfato), preferite per costi e sicurezza rispetto alle chimiche NMC (Nichel-Manganese-Cobalto), sta creando una competizione inedita sull'uso della risorsa.

Parallelamente, la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane impone limiti sempre più stringenti sugli scarichi di nutrienti per contrastare l'eutrofizzazione dei corpi idrici recettori. Il recupero del fosforo diventa quindi una strategia duplice: compliance ambientale e valorizzazione economica di uno scarto.

Innovazione di processo: dalla rimozione chimica al recupero biologico

L'attuale standard gestionale prevede spesso la rimozione del fosforo tramite dosaggio di reagenti chimici (sali di ferro o alluminio). Questo approccio risulta però tecnicamente complesso ed economicamente oneroso.

L’obiettivo del progetto NEOFOS è quello di riuscire a rendere il ciclo di estrazione più sostenibile: al centro del processo ci saranno l'impianto di depurazione di Bareggio come sito pilota, gestito da Gruppo CAP, e gli impianti di Milano San Rocco e Nosedo come casi studio per lo scale-up, messi a disposizione da MM Spa. 

Le direttrici principali del progetto saranno tre e sinergiche:

  1. Ottimizzazione del processo biologico: la tecnologia S2EBPR

L'implementazione della tecnologia S2EBPR (Side-stream Enhanced Biological Phosphorus Removal), permetterà di catturare e accumulare il fosforo presente nelle acque reflue grazie all’azione di batteri specializzati, riducendo l’impiego di reagenti chimici e i consumi energetici.

  1. Valorizzazione dei fanghi e delle ceneri: la produzione di Struvite

Il progetto prevede poi due vie di recupero: dai fanghi di depurazione o dalle ceneri da mono-incenerimento. Attraverso processi di lisciviazione acida e successiva precipitazione, è possibile recuperare il fosforo sotto forma di struvite (Magnesio Fosfato di Ammonio esaidrato), fertilizzante a lento rilascio, o altri composti puri utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali.

In questa fase verrà, inoltre, valorizzata la precedente esperienza maturata da Gruppo CAP con la bio-piattaforma di Sesto San Giovanni ed è prevista l’ottimizzazione dell’impianto pilota “struvite” a Sesto San Giovanni.

  1. Framework Normativo: End of Waste

Una componente fondamentale del progetto riguarda l'analisi della sostenibilità economica e il percorso di certificazione End of Waste (EoW). L'obiettivo è definire protocolli che garantiscano la conformità dei prodotti a base di fosforo recuperati al Regolamento UE, permettendo l'ingresso nel mercato di materiali sicuri e tracciabili, capaci di portare benefici sia ambientali che economici.

Un futuro più sostenibile

Il progetto NEOFOS rappresenta un caso studio rilevante per l'applicazione dei principi di economia circolare al ciclo idrico integrato. L'integrazione tra modellazione avanzata, sperimentazione di processo e analisi di mercato mira a validare un modello replicabile su scala nazionale ed europea.

L’integrazione di tali tecnologie non garantirebbe solo una maggiore autonomia strategica nell'approvvigionamento di nutrienti, ma segnerebbe l'evoluzione degli impianti di depurazione in strutture capaci di generare valore su più fronti (acqua riuti, energia, nutrienti) minimizzando l'impronta ambientale.

Il tema del trattamento delle acque sarà centrale anche nella prossima edizione di Accadueo che si terrà dal 26 al 27 novembre 2026 alla Nuova Fiera del Levante di Bari.

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