Statistiche Istat sull’acqua 2023-2025: il divario del Mezzogiorno e le risposte della filiera ad Accadueo Bari

Statistiche Istat sull’acqua 2023-2025: il divario del Mezzogiorno e le risposte della filiera ad Accadueo Bari

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, Istat ha pubblicato il focus sulle statistiche idriche 2023-2025, offrendo un quadro integrato del rapporto tra territorio, popolazione e attività economiche. Dai dati emergono forti differenze territoriali nella disponibilità della risorsa, nell’erogazione del servizio e nella pressione sul sistema idrico.

L’Italia è il Paese Ue con il più alto prelievo di acqua dolce per uso potabile

Nel 2024, in Italia sono stati prelevati 8,87 miliardi di metri cubi di acqua per uso potabile, il livello più basso degli ultimi 25 anni e il 3,0% in meno rispetto al 2022. Nonostante la riduzione, l’Italia si conferma da oltre vent’anni il Paese Ue che preleva più acqua dolce per uso potabile, davanti a Francia e Germania.

In termini pro capite, l’Italia registra 150 metri cubi annui per abitante ed è seconda nell’Ue solo all’Irlanda. L’84,8% del prelievo nazionale proviene da acque sotterranee. La riduzione dei prelievi osservata negli ultimi anni riflette fattori diversi: criticità legate alla disponibilità di alcune fonti, problemi infrastrutturali e razionamenti, ma anche segnali locali di miglioramento dell’efficienza delle reti, diminuzione delle perdite e monitoraggio più accurato.

8.87 miliardi m³
Acqua prelevata in Italia nel 2024 per uso potabile. Rappresenta il minimo degli ultimi 25 anni (-3% vs 2022).
150 m³/abitante/anno
Prelievo pro capite italiano. Secondo in Europa dopo l'Irlanda (240). Francia e Germania registrano valori sotto 100.
84,8%
Del prelievo nazionale proviene direttamente da acque sotterranee, specificamente sorgenti e pozzi.

Oltre un milione di italiani con l’acqua razionata

Nel 2024, più di un milione di residenti nei capoluoghi di provincia e città metropolitane ha subito misure di razionamento idrico: il 5,8% della popolazione dei capoluoghi, in crescita rispetto ai 760mila del 2023 (+35%). I Comuni coinvolti sono saliti da 14 a 17. Le criticità si concentrano quasi interamente nel Mezzogiorno, con la Sicilia in prima linea.

Nel 2025, 2,7 milioni di famiglie – il 10,2% del totale nazionale, +1,5 punti rispetto al 2024 – dichiarano irregolarità nell’erogazione dell’acqua in casa. Di queste, oltre due terzi risiedono nel Mezzogiorno. La Calabria guida la classifica con il 37,3% delle famiglie coinvolte, seguita da Abruzzo (30,3%) e Sicilia (29,5%). Il dato pugliese si attesta al 8,9%.

Sul fronte della fiducia, il quadro è preoccupante: 3 famiglie su 10 in Italia (29,9%) non si fidano a bere l’acqua del rubinetto. La percentuale raggiunge il 57,6% in Sicilia, il 52,1% in Sardegna, il 44,6% in Calabria. In Puglia la quota si attesta al 26,9%.

Prelievi pro capite: in Puglia il valore più basso tra le regioni

I dati regionali evidenziano ampie differenze territoriali. In Puglia si prelevano circa 101 litri per abitante al giorno, il valore più basso tra le regioni italiane, contro una media nazionale di 411 litri e oltre 1.700 litri in Molise.

Nel Mezzogiorno gli scambi idrici interregionali continuano a svolgere un ruolo rilevante: una quota significativa dei prelievi effettuati in Basilicata e Molise viene convogliata verso regioni limitrofe, contribuendo all’approvvigionamento dei territori caratterizzati da insufficiente disponibilità idrica. Nel 2024, la maggiore riduzione percentuale dei prelievi rispetto al 2022 si registra in Molise, Puglia, Abruzzo e Campania.

Nel 2024, oltre il 91% delle aziende agricole segnala difficoltà connesse all’irrigazione. La quota sale al 97,5% nel Sud e al 98,8% nelle Isole. A livello nazionale, il 58,9% delle aziende che dichiarano problemi irrigui è di piccola dimensione, quota che sale al 72,2% al Sud. Nel complesso, il quadro evidenzia una maggiore vulnerabilità delle imprese di minori dimensioni, particolarmente accentuata nel Mezzogiorno.

Produzione e spesa nella gestione delle acque reflue e dell’acqua

Nel 2023, la produzione di beni e servizi per la gestione delle acque reflue e dell’acqua è pari a 15 miliardi di euro a prezzi correnti, in aumento dello 0,5% rispetto al 2022, e genera un valore aggiunto di 6,2 miliardi, pari allo 0,3% del Pil italiano.

Nel 2023, la spesa per i servizi di gestione delle acque reflue è pari a 13,5 miliardi di euro a prezzi correnti. Il 71% della spesa è sostenuto dalle imprese, il 19% dalle famiglie e il 10% dalla Pubblica Amministrazione e dal settore no profit. Il 21,3% della spesa è destinato a investimenti, effettuati prevalentemente dagli operatori del servizio idrico integrato. Il 95% del valore della produzione riguarda beni e servizi per la depurazione delle acque reflue, mentre il restante 5% riguarda attività finalizzate a rendere più efficiente il prelievo di acqua, ridurre le perdite nella distribuzione e preservare lo stock di risorse idriche.

Per tradurre questi dati in interventi concreti, Accadueo 2026 chiama a raccolta a Bari l'intera filiera: dai gestori del Servizio Idrico Integrato alle aziende tecnologiche, fino ai progettisti e alla Pubblica Amministrazione.

Accadueo 2026 a Bari: innovazione tecnologica e adeguamento normativo per il settore idrico del Sud

Di fronte all'urgenza di riequilibrare gli investimenti – attualmente sbilanciati sulla sola depurazione – e alla necessità di rispondere alle criticità delle reti di distribuzione, descritte nel report Istat, l'adozione di soluzioni tecnologiche mirate all'efficientamento diventa l'unico strumento in grado di garantire la tenuta del Servizio Idrico Integrato.

La diciannovesima edizione di Accadueo riprenderà queste tematiche, proponendosi come momento di confronto e di incontro tra Utility, gestori, istituzioni e fornitori di tecnologie per analizzare la situazione, presentando le criticità ma anche progetti e iniziative di successo, con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni utili a livello nazionale ma con particolare riguardo all’emergenza nelle regioni del Mezzogiorno. 

La seconda edizione in programma a Bari, in alternanza con Bologna negli anni dispari,  si rivolge in modo particolare al Centro-Sud Italia e ai Paesi del bacino del Mediterraneo, per favorire la partecipazione di questi operatori e la creazione di connessioni con le più rappresentative aziende del settore. 

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Accadueo 2026

Dopo il successo della diciottesima edizione di Bologna (7-9 ottobre 2025), Accadueo torna a Bari dal 26 al 27 novembre 2026, confermandosi uno dei principali punti d’incontro per aziende, istituzioni e operatori nazionali e internazionali.

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