Siccità e stress idrico: perché riuso, dissalazione ed efficienza energetica diventano leve di una stessa strategia

La crescente pressione sulle risorse idriche sta ridefinendo il modo in cui territori, utility, istituzioni e operatori industriali pianificano il ciclo dell’acqua. In molte aree, la disponibilità della risorsa non può più essere considerata un fattore stabile: siccità, incremento dei consumi, competizione tra usi civili, agricoli e industriali e maggiore variabilità climatica impongono un ripensamento delle infrastrutture idriche in chiave più flessibile, integrata ed efficiente.

In questo scenario, riuso delle acque reflue trattate, dissalazione, grandi reti di trasporto, ricerca applicata, trattamento avanzato ed efficienza energetica rappresentano leve complementari di una stessa trasformazione. Il tema non è più solo garantire nuova disponibilità idrica, ma costruire sistemi capaci di recuperare acqua dove è già presente, produrne di nuova quando le fonti convenzionali non bastano, migliorarne la qualità attraverso processi avanzati e ridurre il peso energetico degli impianti.

In Francia il riuso delle acque reflue entra nella pianificazione dei territori

Una delle direttrici più concrete riguarda il riuso delle acque reflue trattate. Ad Argelès-sur-Mer, nel sud della Francia, questa soluzione è stata applicata in un territorio in cui scarsità idrica, attività agricole e pressione turistica incidono sullo stesso sistema locale. L’acqua depurata non viene più gestita esclusivamente come refluo da trattare e scaricare, ma come risorsa recuperabile da reimmettere in un ciclo d’uso controllato.

Il progetto è stato promosso dalla Communauté de communes Albères-Côte Vermeille-Illibéris, ente intercomunale che riunisce diversi comuni dell’area. L’impianto consente di riutilizzare fino a 1,3 milioni di metri cubi di acque reflue trattate all’anno, destinati all’irrigazione di circa 650 ettari agricoli e a beneficio di circa 60 agricoltori.

Il trattamento avviene tramite ultrafiltrazione, processo a membrana che consente di separare particelle e microrganismi dall’acqua, rendendola compatibile con gli standard richiesti per il riuso agricolo. Nel progetto francese, l’acqua raggiunge la Categoria A, il livello qualitativo più elevato previsto per questa tipologia di applicazione.

Il riuso idrico entra così nella gestione operativa del territorio: riduce la pressione sulle fonti convenzionali, supporta le filiere agricole e valorizza una risorsa già presente nel ciclo urbano. È un passaggio rilevante soprattutto nelle aree mediterranee, dove stagionalità, siccità e crescita della domanda rendono sempre più strategica la capacità di recuperare volumi idrici già disponibili.

In Giordania la dissalazione sostiene la sicurezza idrica nazionale

Quando il recupero delle risorse esistenti non è sufficiente, la dissalazione diventa una leva infrastrutturale per generare nuova disponibilità idrica. La Giordania, tra i Paesi più esposti alla scarsità d’acqua, sta intervenendo attraverso il National Water Carrier Project, una grande opera pensata per rafforzare l’approvvigionamento su scala nazionale.

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di dissalazione sul Mar Rosso e di una rete di condotte lunga circa 450 chilometri, destinata a trasportare acqua potabile verso Amman e altre aree del Paese. L’obiettivo è arrivare, dal 2030, a circa 300 milioni di metri cubi di acqua potabile aggiuntiva all’anno.

Nel finanziamento del progetto rientra KfW, la banca pubblica tedesca per la promozione e lo sviluppo. KfW opera per conto del governo federale tedesco e sostiene progetti con finalità economiche, sociali, ambientali e di cooperazione internazionale. Nel caso del National Water Carrier Project, l’accordo prevede 127 milioni di euro: 102 milioni in forma di grant e 25 milioni attraverso un meccanismo di debt swap, ovvero la conversione di parte del debito in risorse destinate a interventi di sviluppo.

In questo contesto, la dissalazione non è soltanto una tecnologia di trattamento. Diventa parte di una strategia che integra produzione di nuova acqua, trasporto, distribuzione e sicurezza dell’approvvigionamento. La presenza di sistemi fotovoltaici a copertura di parte del fabbisogno energetico conferma inoltre la centralità del nesso acqua-energia nella progettazione delle grandi opere idriche.

In Kuwait la dissalazione assume una scala industriale

La stessa esigenza di nuova disponibilità idrica emerge in Kuwait, con una dimensione più marcatamente industriale. Il nuovo Doha SWRO Desalination Plant, Stage II, dal valore di circa 372 milioni di dollari, riguarda la realizzazione di un impianto di dissalazione su larga scala, progettato per integrare attività di ingegneria, costruzione, avviamento e gestione operativa.L’impianto sarà basato su tecnologia SWRO, Seawater Reverse Osmosis, ovvero osmosi inversa applicata all’acqua di mare. Il processo prevede il passaggio dell’acqua marina attraverso membrane semipermeabili che trattengono sali e impurità, producendo acqua dolce utilizzabile.

La capacità prevista è di 60 MIGD, Million Imperial Gallons per Day, unità di misura utilizzata nel settore della dissalazione e del trattamento delle acque per indicare il volume giornaliero prodotto o trattato da un impianto. Poiché un milione di galloni imperiali corrisponde a circa 4,5 milioni di litri, una capacità di 60 MIGD equivale a circa 273 milioni di litri al giorno.

Il contratto comprende progettazione, ingegneria, procurement, costruzione e commissioning dell’impianto, attività indicate nel settore con l’acronimo EPC, Engineering, Procurement and Construction. È previsto anche un periodo di O&M, Operation and Maintenance, della durata di cinque anni. L’impianto includerà inoltre un sistema di recarbonation, utilizzato dopo la dissalazione per riequilibrare alcune caratteristiche chimiche dell’acqua e renderla più idonea alla distribuzione e agli usi finali.

Anche in questo caso, la presenza di sistemi fotovoltaici a supporto di parte del fabbisogno energetico evidenzia uno dei nodi centrali della dissalazione: la produzione di nuova acqua dolce richiede infrastrutture complesse e consumi significativi. Per questo, l’integrazione di soluzioni energetiche non è un elemento accessorio, ma una componente della sostenibilità operativa degli impianti.

A Singapore ricerca e trattamento puntano a processi meno energivori

Il rapporto tra acqua, tecnologia ed energia emerge con particolare evidenza a Singapore, dove la gestione della risorsa idrica è da tempo collegata alla ricerca applicata e alla pianificazione industriale. PUB, la National Water Agency del Paese, ha ottenuto quasi 100 milioni di dollari nell’ambito del programma RIE2030 per finanziare attività di ricerca sulle tecnologie idriche.

RIE2030, Research, Innovation and Enterprise 2030, è il programma nazionale con cui Singapore sostiene ricerca, innovazione e sviluppo industriale nei settori strategici per la competitività e la resilienza del Paese. Nel comparto idrico, i finanziamenti riguardano soluzioni per il ciclo idrico municipale, trattamento, dissalazione, contaminanti emergenti e acqua industriale.

La parte principale delle risorse, pari a 85 milioni di dollari, è destinata alle municipal water solutions, mentre 12 milioni sono riservati alle industrial water solutions. Quest’ultima linea riguarda in particolare settori ad alta intensità idrica, come produzione di semiconduttori e data center, dove acqua, energia e continuità operativa sono strettamente interdipendenti.

Tra le iniziative previste rientra anche un Integrated Validation Plant per il trattamento delle acque reflue con obiettivo energy-positive. L’impianto è destinato a validare soluzioni capaci di ridurre in modo significativo il fabbisogno energetico del trattamento e, dove possibile, generare o recuperare più energia di quella consumata nel processo.

Singapore amplia quindi il perimetro della gestione idrica: non solo infrastrutture fisiche e disponibilità della risorsa, ma anche ricerca, sperimentazione, analisi di laboratorio delle acque industriali e dei contaminanti emergenti e riduzione dell’intensità energetica dei processi.

In Italia l’efficienza energetica entra nella gestione del servizio idrico

Il tema dell’efficienza energetica riguarda direttamente anche il servizio idrico integrato italiano. Depurazione, potabilizzazione, sollevamento, pompaggio e distribuzione sono attività industriali che incidono sui consumi delle utility e sulla sostenibilità economica e ambientale del servizio.

In questo quadro si inserisce il percorso di Pavia Acque, gestore del servizio idrico integrato della provincia di Pavia. La società ha confermato il mantenimento della certificazione ISO 50001:2018, standard internazionale per i sistemi di gestione dell’energia. La norma consente di strutturare un metodo per misurare i consumi, individuare margini di miglioramento, pianificare interventi e verificare nel tempo i risultati ottenuti.

Il piano predisposto da Pavia Acque prevede investimenti per circa 16,7 milioni di euro, destinati in larga parte allo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici. La potenza complessiva prevista da fonti rinnovabili è di 8,5 MW, con un risparmio energetico stimato di 2.130 TEP all’anno e una riduzione di circa 5.350 tonnellate di CO₂ ogni anno.

La TEP, tonnellata equivalente di petrolio, è un’unità convenzionale utilizzata per confrontare quantità di energia diverse. Nel caso di Pavia Acque, il dato permette di misurare in modo sintetico il risparmio ottenuto da interventi su impianti, centrali, depuratori e sistemi di pompaggio.

Nel 2025, secondo quanto comunicato dalla società, gli interventi realizzati hanno prodotto un risparmio di circa 463.000 kWh, pari a 38,99 TEP, con una riduzione di circa 100 tonnellate di CO₂. I risultati riguardano diversi asset del servizio idrico, tra cui il depuratore intercomunale Arena Po-Zappellone, l’impianto di Travacò Siccomario-Rotta, la centrale Guallina di Mortara e il Pozzo Brodolini di Vigevano, con riduzioni dei consumi comprese tra il 14% e oltre il 40%.

Il percorso di Pavia Acque conferma la rilevanza del nesso acqua-energia: migliorare l’efficienza del servizio idrico significa anche contenere consumi, costi ed emissioni, rafforzando al tempo stesso la sostenibilità operativa delle infrastrutture esistenti.

Dal riuso alla dissalazione, il ciclo dell’acqua diventa più integrato

Le esperienze di Francia, Giordania, Kuwait, Singapore e Italia descrivono livelli diversi della stessa trasformazione. Il riuso consente di recuperare acqua già presente nel ciclo urbano o territoriale. La dissalazione permette di creare nuova disponibilità a partire dall’acqua marina. Le grandi infrastrutture idriche rendono possibile trasportare la risorsa dove serve. La ricerca applicata lavora su tecnologie più efficienti e processi a minore impatto energetico. L’efficienza energetica, infine, rende più sostenibile la gestione quotidiana degli impianti esistenti.

Il filo conduttore non è una singola tecnologia, ma la necessità di rendere il ciclo idrico più adattabile a condizioni climatiche, ambientali e produttive sempre più complesse. Nei territori sotto stress idrico, intervenire su una sola leva non è sufficiente: servono sistemi capaci di combinare recupero, produzione, trattamento, distribuzione ed efficienza.

Il rapporto tra acqua ed energia attraversa tutti questi passaggi. Riuso, dissalazione, trattamento, sollevamento e distribuzione sono attività che richiedono energia. Per questo, integrazione di rinnovabili, ottimizzazione dei processi e riduzione dei consumi diventano elementi strutturali della strategia idrica, non componenti separate.

La diciannovesima edizione di ACCADUEO a Bari: confronto su acqua, energia e infrastrutture resilienti

La diciannovesima edizione di ACCADUEO si terrà a Bari, presso la Nuova Fiera del Levante, il 26 e 27 novembre 2026. La manifestazione si conferma come appuntamento di riferimento per il settore idrico civile e industriale, creando una occasione di confronto tra aziende, utility, istituzioni, tecnici e mondo della ricerca.

In questo contesto, riuso delle acque reflue, dissalazione, efficienza energetica, trattamento avanzato e gestione integrata della risorsa saranno temi centrali per gli operatori chiamati a confrontarsi su scarsità e qualità dell’acqua, continuità del servizio, sostenibilità dei processi e resilienza delle infrastrutture.

ACCADUEO rappresenta un punto di incontro tra competenze, tecnologie e modelli di gestione legati all’evoluzione delle infrastrutture idriche: dal riuso alla depurazione, dalla dissalazione all’efficienza energetica, fino alle strategie per rendere più resilienti reti, impianti e territori.

In un settore in cui acqua ed energia sono sempre più interdipendenti, il confronto tra operatori, istituzioni e imprese diventa essenziale per leggere l’evoluzione del mercato, individuare soluzioni applicabili ai diversi contesti territoriali e accelerare la transizione verso una gestione idrica più efficiente, sicura e sostenibile.

Fonti

H2O Global News – France’s Largest Wastewater Reuse Scheme for Agriculture Opens at Argelès-sur-Mer

https://h2oglobalnews.com/argeles-sur-mer-wastewater-reuse-agricultural-irrigation/

Veolia Water Technologies – Argelès-sur-Mer, France’s largest treated wastewater reuse project

https://www.veoliawatertechnologies.com/en/press/argeles-sur-mer-community-communes-alberes-cote-vermeille-illiberis-and-veolia-inaugurate

Smart Water Magazine – France’s largest agricultural wastewater reuse project goes live

https://smartwatermagazine.com/news/smart-water-magazine/frances-largest-agricultural-wastewater-reuse-project-goes-live-drought

Petra – Jordan, KfW sign €127m grant agreement to support National Water Carrier Project

https://petra.gov.jo/en/news/jordan-kfw-sign-127m-grant-agreement-to-support%C2%A0national-water-carrier-project

Green Climate Fund – Jordan Aqaba-Amman Water Desalination and Conveyance Project

https://www.greenclimate.fund/project/fp288

Jordan Times – Water Ministry, KfW sign agreement to implement National Water Carrier grant

https://jordantimes.com/news/local/water-ministry-kfw-sign-agreement-implement-national-water-carrier-grant

Gulf Construction – WABAG JV wins $372m Kuwait desalination plant contract

https://gulfconstructiononline.com/ArticleTA/463947/wabag-jv-wins-%24372m-kuwait-desalination-plant-contract

Zawya – Kuwait confirms award of Doha desalination plant Phase 2 to HEISCO-WABAG JV

https://www.zawya.com/en/projects/utilities/kuwait-confirms-award-of-371mln-doha-desalination-plant-phase-2-to-heisco-wabag-jv-gr7ljek6

Smart Water Magazine – Kuwait awards $372 million desalination contract to WABAG joint venture

https://smartwatermagazine.com/news/smart-water-magazine/kuwait-awards-372-million-desalination-contract-wabag-joint-venture

PUB Singapore – Funding under RIE2030 for water technologies research

https://www.pub.gov.sg/Resources/News-Room/PressReleases/2026/06/PUB-awarded-close-to-%24100-million-in-funding-under-RIE2030-for-water-technologies-research

National Research Foundation Singapore – Research, Innovation and Enterprise 2030

https://www.nrf.gov.sg/rie2030/

Water & Wastewater Asia – PUB awarded nearly $100m under RIE2030

https://waterwastewaterasia.com/pub-awarded-nearly-100m-under-rie2030-to-advance-water-technology-research/

Pavia Acque – Comunicato stampa Pavia Acque consolida il proprio percorso di efficienza energetica: confermata la ISO 50001”, 24 giugno 2026

Energia Oltre – Pavia Acque consolida il proprio percorso di efficienza energetica

https://energiaoltre.it/pavia-acque-consolida-il-proprio-percorso-di-efficienza-energetica-confermata-la-iso-50001/

Unoenergy Green Solutions – Pavia Acque e transizione energetica

https://www.unoenergy.it/comunicati-stampa/unoenergy-green-solutions-al-fianco-di-pavia-acque-per-la-transizione-energetica/