Il settore idrico europeo è a un bivio: investimenti, qualità dell’acqua e resilienza al centro della nuova agenda

La nuova agenda dell’acqua si muove oggi su più fronti contemporaneamente: reti da rinnovare, risorse da proteggere, perdite da ridurre, contaminanti emergenti da monitorare, competenze da rafforzare e strumenti digitali da integrare nei processi gestionali.

Sono temi che saranno al centro del confronto ad Accadueo 2026, dove filiera idrica, istituzioni, gestori, imprese, progettisti e mondo della ricerca potranno confrontarsi sulle soluzioni necessarie per rendere il ciclo dell’acqua più efficiente, resiliente e sostenibile.

Secondo EurEau, i servizi idrici europei confermano risultati rilevanti in termini di accesso: il 97% della popolazione europea è connesso ai servizi di acqua potabile, il 90% ai sistemi di raccolta delle acque reflue e l’89% a un impianto di trattamento.

Allo stesso tempo, però, il settore deve affrontare infrastrutture sempre più datate, investimenti che faticano a tenere il passo con l’inflazione, nuove pressioni legate a PFAS, cambiamento climatico, costi energetici e requisiti di trattamento più stringenti.

PFAS e contaminanti emergenti: una sfida crescente per la qualità dell’acqua

I PFAS, sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, sono composti chimici molto persistenti nell’ambiente, spesso definiti “inquinanti eterni” perché si degradano con difficoltà.

La loro presenza nelle acque rappresenta una delle sfide più delicate per il monitoraggio, il trattamento e la tutela della qualità della risorsa idrica. Il tema riguarda direttamente utility, gestori della depurazione, laboratori, imprese tecnologiche, regolatori e mondo della ricerca.

La crescente attenzione verso PFAS, microplastiche, pesticidi e altri microinquinanti conferma come la qualità dell’acqua non possa più essere affrontata solo come tema ambientale. È anche un tema industriale, regolatorio, tecnologico ed economico.

Investimenti e rinnovo infrastrutturale

Il report EurEau evidenzia un punto centrale: il rinnovo infrastrutturale è oggi una delle principali priorità per gli operatori idrici.

Gli investimenti annuali nelle infrastrutture idriche sono stimati in circa 52,5 miliardi di euro a livello europeo, di cui 36,6 miliardi nell’UE27. Tuttavia, la crescita degli investimenti resta inferiore alle esigenze di lungo periodo e, nel solo perimetro UE27, al di sotto dell’inflazione.

Il dato conferma una criticità strutturale: mantenere elevati livelli di servizio richiede una programmazione stabile, risorse adeguate e una capacità di investimento coerente con l’evoluzione delle reti, degli impianti e degli standard ambientali.

Water Resilience Strategy: la cornice europea

La Water Resilience Strategy dell’Unione Europea punta a rafforzare la resilienza idrica lungo l’intero ciclo dell’acqua.

La strategia richiama diversi ambiti di intervento: protezione delle risorse, riduzione dell’inquinamento, modernizzazione delle infrastrutture, riduzione delle perdite, promozione di soluzioni digitali e mobilitazione di investimenti pubblici e privati.

Il documento del Consiglio UE richiama anche il target di miglioramento dell’efficienza idrica del 10% entro il 2030. È un’indicazione rilevante perché sposta il tema dell’acqua da una gestione prevalentemente emergenziale a una pianificazione di lungo periodo.

Il tema non riguarda solo la sostenibilità ambientale, ma la sicurezza idrica europea: disponibilità della risorsa, continuità dei servizi, qualità dell’acqua e capacità dei territori di rispondere a siccità, eventi estremi e pressioni industriali.

Per il settore idrico, questo significa lavorare su più livelli: infrastrutture, governance, tecnologie, competenze e modelli di finanziamento.

Acque reflue urbane, trattamento quaternario e responsabilità estesa del produttore

La qualità dell’acqua è uno dei temi più sensibili della nuova agenda europea. PFAS, pesticidi, microplastiche e microinquinanti stanno aumentando la complessità del monitoraggio e del trattamento, imponendo un cambio di passo sia sul piano normativo sia su quello tecnologico.

La Direttiva europea riveduta sulle acque reflue urbane, entrata in vigore il 1° gennaio 2025, introduce requisiti più stringenti per il trattamento. Tra questi rientra la rimozione dei microinquinanti attraverso il trattamento quaternario, con finanziamento previsto tramite responsabilità estesa del produttore per i settori responsabili dell’inquinamento.

La Commissione Europea indica inoltre obiettivi legati a qualità dell’acqua, economia circolare, riuso, riduzione delle emissioni degli impianti e neutralità energetica entro il 2045.

In questo quadro, il riuso delle acque reflue trattate e le tecnologie circolari assumono un ruolo crescente, perché permettono di ridurre la pressione sulle fonti convenzionali e di rendere più stabile l’approvvigionamento per comunità, agricoltura e industria.

Il Parlamento europeo ha votato una risoluzione non vincolante per chiedere una sospensione temporanea di alcuni obblighi legati alla responsabilità estesa del produttore e al trattamento quaternario, in attesa di una nuova valutazione d’impatto.

La discussione evidenzia quanto il tema sia strategico: da un lato la necessità di finanziare tecnologie avanzate per la rimozione degli inquinanti, dall’altro l’esigenza di garantire certezza regolatoria per utility, fornitori tecnologici e investitori.

Il fronte italiano: PFAS, reflui e fanghi di depurazione

Anche in Italia il tema PFAS sta assumendo crescente centralità.

ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, e MASE, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, hanno firmato un accordo di collaborazione per il monitoraggio e la ricerca sui PFAS nelle acque reflue e nei fanghi di depurazione.

Le attività riguardano l’analisi della presenza dei PFAS, lo stato dell’arte delle tecnologie di rimozione, lo sviluppo di soluzioni innovative di biorisanamento e la valutazione dei possibili rischi connessi al riutilizzo delle acque reflue.

Il collegamento con il settore idrico è diretto: la depurazione non è più solo un processo di trattamento finale, ma diventa un presidio avanzato per la tutela ambientale, la sicurezza della risorsa e la qualità dei territori.

Digitalizzazione: dalla gestione dei dati alla resilienza operativa

La transizione digitale è un’altra leva decisiva per il settore idrico.

Reti intelligenti, smart metering, IoT, digital twin, geodati, osservazione della Terra e infrastrutture dati interoperabili possono contribuire a una gestione più efficiente, predittiva e sostenibile della risorsa idrica.

Lo smart metering consente di misurare e trasmettere i consumi in modo automatico. L’IoT permette a sensori e dispositivi connessi di raccogliere dati in tempo reale. I digital twin, o gemelli digitali, sono modelli virtuali di reti, impianti o processi che aiutano a simulare scenari, prevenire criticità e ottimizzare la gestione.

Bitkom, associazione tedesca dell’industria digitale, ha dedicato un position paper al Digital Action Plan europeo per il settore idrico, sottolineando la necessità di standard aperti, migliore utilizzo dei dati, competenze digitali e infrastrutture adeguate per scalare le soluzioni in tutta Europa.

La digitalizzazione, tuttavia, non è solo una questione tecnologica. È una condizione per prendere decisioni più rapide, misurare le performance, individuare perdite, ottimizzare gli investimenti e migliorare la capacità di risposta a siccità, eventi estremi e stress infrastrutturali.

In un settore sempre più esposto a variabili ambientali, normative ed economiche, il dato diventa uno strumento di resilienza operativa.

Ricerca e innovazione per il ciclo dell’acqua

La dimensione della ricerca e innovazione sarà decisiva per accompagnare questa trasformazione.

Le tecnologie per il monitoraggio, il trattamento avanzato, la gestione predittiva delle reti, il riuso e la riduzione degli impatti ambientali richiedono un dialogo continuo tra imprese, università, centri di ricerca, gestori e istituzioni.

L’Europa sta lavorando anche a una strategia di ricerca e innovazione su oceani e acqua, con l’obiettivo di integrare tecnologie circolari, monitoraggio e approcci lungo l’intero percorso della risorsa, dalla fonte al mare.

Per il comparto idrico, l’innovazione non riguarda solo l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche. Riguarda anche la capacità di trasferirle su scala industriale, adattarle ai territori e inserirle in modelli di gestione sostenibili dal punto di vista economico, ambientale e regolatorio.

Accadueo e il confronto sulla nuova agenda dell’acqua

La diciannovesima edizione di Accadueo si terrà a Bari, presso la Nuova Fiera del Levante, il 26 e 27 novembre 2026. La manifestazione si conferma come appuntamento di riferimento per il settore idrico civile e industriale, creando un’occasione di confronto tra aziende, utility, istituzioni, tecnici e mondo della ricerca.

In questo contesto, qualità dell’acqua, riuso delle acque reflue, trattamento avanzato, digitalizzazione, riduzione delle perdite e resilienza delle infrastrutture saranno temi centrali per gli operatori chiamati a confrontarsi su continuità del servizio, sicurezza della risorsa, sostenibilità dei processi e adeguamento normativo.

Accadueo rappresenta un punto di incontro tra competenze, tecnologie e modelli di gestione legati all’evoluzione delle infrastrutture idriche: dalla depurazione al riuso, dal monitoraggio digitale alla gestione dei contaminanti emergenti, fino alle strategie per rendere più resilienti reti, impianti e territori.

In un settore in cui le sfide ambientali, industriali e regolatorie sono sempre più interconnesse, il confronto tra operatori, istituzioni e imprese diventa essenziale per leggere l’evoluzione del mercato, individuare soluzioni applicabili ai diversi contesti territoriali e accelerare la transizione verso una gestione idrica più efficiente, sicura e sostenibile.

Fonti e link di riferimento

EurEau 2026 / scenario europeo sul settore idrico
https://www.waternewseurope.com/european-water-sector-at-a-crossroads-says-eureau-in-latest-statistical-report/?mc_cid=c2390a1ac2&mc_eid=f9ca93ab82

Water Resilience Strategy UE
https://www.waternewseurope.com/roswall-implementation-water-resilience-strategy-on-track/?mc_cid=c2390a1ac2&mc_eid=f9ca93ab82

Consiglio dell’Unione Europea / Environment Council, 25 giugno 2026
https://www.consilium.europa.eu/en/meetings/env/2026/06/25/

Documento del Consiglio UE sulla Water Resilience Strategy
https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-10288-2026-REV-1/en/pdf

Commissione Europea / Water Resilience Strategy
https://commission.europa.eu/topics/environment/water-resilience-strategy_en

Newsletter DG Environment / “Making waves for water security”
https://ec.europa.eu/newsroom/env/newsletter-archives/77163

Commissione Europea / Digital Action Plan for the water sector
https://environment.ec.europa.eu/news/commission-seeks-input-digital-action-plan-water-sector-2026-05-27_en

Bitkom / EU Digital Action Plan for the water sector
https://www.bitkom.org/EN/List-and-detailpages/Publications/EU-Digital-Action-Plan-for-the-water-sector

Commissione Europea / Urban wastewater
https://environment.ec.europa.eu/topics/water/urban-wastewater_en

Parlamento europeo / EPR e trattamento quaternario
https://www.waternewseurope.com/european-parliament-votes-for-suspension-of-extended-producer-responsibility/?mc_cid=c2390a1ac2&mc_eid=f9ca93ab82

ENEA-MASE / PFAS nelle acque reflue e nei fanghi di depurazione
https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2026/ambiente-accordo-enea-mase-contro-linquinamento-da-pfas-nelle-acque-reflue.html

Commissione Europea / call for evidence sulla futura Ocean and Water Research and Innovation Strategy
https://environment.ec.europa.eu/news/commission-calls-evidence-new-ocean-research-strategy-2026-06-15_en