Sicilia, verso un ATO unico per il servizio idrico: la sfida è trasformare la governance in capacità operativa

Il governo regionale siciliano ha approvato un disegno di legge per riformare la gestione del servizio idrico nell’Isola. Il testo, approvato dalla Giunta il 26 maggio 2026, dovrà ora affrontare il percorso legislativo presso l’Assemblea regionale siciliana. Non si tratta quindi ancora di una legge in vigore, ma di una proposta destinata a incidere in modo strutturale sull’organizzazione del servizio.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è superare l’attuale frammentazione e introdurre una gestione uniforme su tutto il territorio siciliano. Il punto centrale è il passaggio dagli attuali nove ambiti territoriali, coincidenti con le ex province, a un unico Ambito territoriale ottimale regionale.

Un’unica Autorità idrica regionale

Il disegno di legge prevede l’istituzione dell’Autorità idrica siciliana, Ais: un ente pubblico non economico rappresentativo di tutti i Comuni dell’Isola. Alla nuova Autorità verrebbe affidata una governance unitaria del servizio idrico regionale.

I nove ambiti esistenti non verrebbero eliminati completamente. Diventerebbero sub-ambiti gestionali e opererebbero come organi periferici dell’Ais, con funzioni propositive e consultive.

La riforma introduce anche il principio della tariffa media ponderata regionale. Attraverso meccanismi perequativi e compensativi, il sistema dovrebbe distribuire in modo più equilibrato i costi del servizio tra i cittadini siciliani. Il testo prevede inoltre l’erogazione giornaliera di 50 litri d’acqua per persona e l’integrazione del bonus idrico nazionale per le utenze economicamente più fragili.

Perché il tema della governance è decisivo

Il riordino istituzionale non riguarda soltanto la struttura amministrativa del servizio. La governance incide direttamente sulla possibilità di pianificare interventi complessi, organizzare gli investimenti e accompagnare il passaggio verso gestioni più coordinate.

La relazione ARERA 26/2026/I/IDR, pubblicata nel febbraio 2026, individua ancora in Sicilia due casi di mancato affidamento del servizio idrico integrato conforme alla disciplina del decreto legislativo 152/2006: l’ATO 3 Messina e l’ATO 7 Trapani. Secondo ARERA, questi contesti sono caratterizzati anche dalla presenza di una pluralità di soggetti gestori, prevalentemente costituiti da piccole gestioni comunali in economia.

Il caso di Trapani aiuta a comprendere la complessità del passaggio. Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il 23 dicembre 2024 l’esercizio dei poteri sostitutivi per l’affidamento transitorio della gestione del servizio idrico integrato nell’ATO 7 Trapani a Invitalia, quale soggetto pubblico qualificato individuato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Nel monitoraggio relativo al secondo semestre 2025, ARERA segnala che l’affidamento a Invitalia risultava operativo ma non ancora attivato, con tavoli tecnici avviati tra ATI Trapani e Invitalia.

Questi elementi mostrano perché il dibattito sulla riforma non possa fermarsi alla definizione del nuovo perimetro territoriale. La vera verifica arriverà nella fase di attuazione.

Dalla regia regionale alla gestione industriale

Il passaggio a un ATO unico può creare le condizioni per una programmazione più coerente. Ma l’assetto istituzionale, da solo, non basta.

La nuova Autorità sarà chiamata a coordinare territori con situazioni differenti, accompagnare le transizioni gestionali e definire priorità su infrastrutture che richiedono una visione di scala regionale. Nel comunicato ufficiale, la Regione richiama esplicitamente la necessità di pianificare interventi su dighe, impianti di potabilizzazione e reti, necessari per contrastare i deficit idrici dell’Isola.

Il nodo sarà trasformare la regia regionale in capacità operativa: dati aggiornati, pianificazione, competenze tecniche, procedure chiare e continuità negli investimenti.

Dalla riforma siciliana al confronto di settore

Governance, pianificazione di interventi complessi, capacità di rispondere alle sfide rappresentate dal deficit idrico e dal cambiamento climatico in atto: sono questioni che riguardano l’intera filiera. Gestori, istituzioni, Pubbliche Amministrazioni, progettisti e fornitori di tecnologie sono chiamati a confrontarsi su come rendere le infrastrutture più efficienti, sicure e resilienti, valorizzando anche il contributo della digitalizzazione e della riduzione delle perdite nelle reti.

Accadueo 2026 a Bari: governance, infrastrutture e tecnologie per il settore idrico

La diciannovesima edizione di Accadueo dedicherà spazio a questi temi, centrali per tutto il settore idrico, in occasione dei convegni in fase di definizione: efficienza delle reti, riduzione delle perdite, trattamento e riuso delle acque, depurazione, digitalizzazione e sostenibilità della gestione idrica.

Accadueo 2026 si terrà il 26 e 27 novembre prossimi alla Nuova Fiera del Levante di Bari. Da oltre 30 anni, Accadueo è l’unica manifestazione fieristica internazionale in Italia dedicata esclusivamente alla filiera del settore idrico civile e industriale: un appuntamento di riferimento per il confronto tra imprese, gestori, istituzioni, tecnici e mondo della ricerca.

Fonti

  • Regione Siciliana, Acqua, governo approva ddl che riforma la gestione del servizio idrico in Sicilia, 26 maggio 2026. Consulta la fonte
  • ARERA, Ventiduesima relazione ai sensi dell’articolo 172, comma 3-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 - documento 26/2026/I/IDR, 10 febbraio 2026. Consulta la fonte