Il nuovo Rapporto ISPRA sullo stato delle acque in Italia offre una base conoscitiva utile per comprendere le condizioni della risorsa idrica nazionale, le principali criticità che interessano i corpi idrici e le priorità sulle quali intervenire.
Il documento non restituisce una fotografia esclusivamente emergenziale. Mostra dove il sistema sta funzionando, dove restano criticità e quali temi devono entrare con maggiore forza nel confronto tra istituzioni, gestori, imprese, tecnici e filiera tecnologica.
Il focus sul Sud Italia è necessario. Il Mezzogiorno presenta elementi specifici, soprattutto per quanto riguarda le acque sotterranee, ma deve essere letto all’interno del quadro nazionale: un insieme di territori con condizioni ambientali caratteristiche e corpi idrici sottoposti a pressioni antropiche di vario tipo ed entità.
Il punto sullo stato delle acque in Italia
Il Rapporto prende in esame oltre 7.700 corpi idrici superficiali, tra fiumi, laghi, acque marino-costiere e acque di transizione.
A livello nazionale, il 43,6% raggiunge uno stato o un potenziale ecologico buono o superiore. Per lo stato chimico, poco più del 75% dei corpi idrici superficiali raggiunge lo stato buono.
Per le acque sotterranee, il quadro nazionale mostra risultati migliori sul piano quantitativo: quasi l’80% dei 1.007 corpi idrici analizzati è in stato quantitativo buono. Lo stato chimico buono riguarda invece il 70% dei corpi idrici sotterranei.
Un ulteriore elemento positivo è la significativa riduzione dei corpi idrici in stato sconosciuto rispetto al precedente ciclo di gestione della Direttiva Quadro sulle Acque.
È un passaggio meno immediato da comunicare, ma centrale per il settore: conoscere meglio significa programmare meglio. I dati non rappresentano soltanto indicatori ambientali, ma strumenti per definire priorità, investimenti e misure di gestione.
Il Sud Italia e il nodo delle acque sotterranee
La lettura per distretti idrografici evidenzia differenze territoriali rilevanti.
Il distretto dell’Appennino Meridionale registra la percentuale più elevata di corpi idrici sotterranei in stato quantitativo scarso: il 42%, rispetto a una media nazionale del 19%.
Il dato riguarda uno dei temi centrali della gestione idrica: la disponibilità effettiva della risorsa, non soltanto la sua qualità.
La tutela delle acque sotterranee richiede strumenti, tecnologie e modelli gestionali capaci di rafforzare il monitoraggio, la pianificazione, l’efficienza degli usi e la protezione delle falde.
Il Rapporto evidenzia inoltre, nel distretto dell’Appennino Meridionale e in Sicilia, impatti legati all’inquinamento da nutrienti e sostanze organiche.
Anche questo aspetto richiama la necessità di una visione integrata. Trattamento, depurazione, controllo degli scarichi, monitoraggio ambientale e qualità delle acque non sono ambiti separati, ma componenti dello stesso sistema.
Le principali pressioni sulle acque superficiali
Il quadro nazionale conferma che la qualità dei corpi idrici dipende da fattori interconnessi.
Secondo ISPRA, l’inquinamento da fonti diffuse rappresenta la pressione più rilevante sulle acque superficiali, in particolare per effetto delle attività agricole.
Seguono le alterazioni idromorfologiche, come le opere di difesa idraulica e gli attraversamenti stradali o ferroviari, le fonti puntuali, con particolare riferimento agli scarichi urbani, e i prelievi.
La gestione della risorsa deve quindi operare su più livelli: infrastrutture, depurazione, monitoraggio, gestione delle pressioni, tutela delle falde, governance e capacità di intervento sui territori.
Per il Sud Italia, il tema delle acque sotterranee assume un peso specifico. Per l’intero Paese, la priorità è integrare qualità, disponibilità, conoscenza e gestione delle pressioni.
Dal Rapporto ISPRA al confronto di settore: il ruolo di Accadueo
Il Rapporto ISPRA conferma la necessità di partire da una conoscenza puntuale delle condizioni dei corpi idrici e delle pressioni che li interessano.
Il passaggio successivo è trasformare i dati in interventi concreti, rafforzando la capacità di monitoraggio, la tutela delle falde, l’efficienza delle infrastrutture e la gestione sostenibile della risorsa.
Il confronto su queste priorità proseguirà alla diciannovesima edizione di Accadueo, in programma il 26 e 27 novembre 2026 alla Nuova Fiera del Levante di Bari.
Da oltre 30 anni, Accadueo è l’unica manifestazione fieristica internazionale in Italia dedicata esclusivamente alla filiera del settore idrico civile e industriale: un evento chiave per il confronto tra istituzioni, associazioni e imprese e per lo sviluppo sistemico del comparto.
Il ritorno a Bari rafforza la presenza della manifestazione nel Centro-Sud e il dialogo con i territori del Mediterraneo, dove la gestione della risorsa idrica assume un valore strategico crescente.
Tra i temi al centro della manifestazione: trattamento delle acque, depurazione e trattamento dei reflui, analisi e lotta agli inquinanti emergenti, riuso delle acque, desalinizzazione, gestione del drenaggio e del deflusso meteorico urbano, digitalizzazione, integrazione di AI, IoT e Big Data per il monitoraggio delle reti, smart metering, controllo e riduzione delle perdite e aggiornamenti sulla normativa nazionale e internazionale.
Fonti
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/lo-stato-delle-acque-in-italia
IT
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